FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La storia di Bethel comincia così: un pastore, nativo di Vincolise, piccolo centro della Sila, svolgeva il suo ministero pastorale in America, senza dimenticare però le sue origini Italiane ed in particolare calabresi essendo fortemente legato alla sua piccola ma viva comunità di provenienza. Raccolse, allora, del denaro per acquistare un grande terreno allo scopo di costruire un Centro come i tanti che aveva visto in America. Così con questa idea geniale del pastore Frank Scorza, ha inizio la storia del Centro evangelico Bethel. Non è una storia conosciuta nel nostro ambiente, perché il Centro ha sempre vissuto un pò in seconda fila, rispetto alle grandi opere della nostra chiesa: questa penombra è stata voluta anche da tutti coloro che si sono alternati nella gestione del Centro perché convinti che il Signore opera attraverso le cose più deboli e fragili della nostra vita. Bethel ha vissuto fin dal suo nascere molti momenti di fragilità. Ma continuiamo con la nostra storia per chi la vuole conoscere. Dopo l'acquisto del terreno e la donazione alla Tavola Valdese il pastore Scorza non ha avuto i mezzi per proseguire con la costruzione: siamo intorno agli anni 60. Ma, come detto sopra, il Signore si esprime attraverso il volto di tanti fratelli e tante sorelle ed ecco che un gruppo di uomini e donne provenienti da vari paesi Europei ha iniziato la costruzione di quello che gli addetti ai lavori chiamano "vecchio edificio"; accanto a costoro che hanno dato il via incoraggiati e speranzosi si sono aggiunte tante persone delle chiese valdesi, ovviamente il gruppo più folto veniva dalla Calabria. Però, dopo i primi campi, tutto il fervore iniziale si spense, o forse sarebbe meglio dire si assopì. Passarono degli anni in cui il Centro venne abbandonato ed usato solo e sporadicamente dalla comunità di Catanzaro. Ma il fuoco covava sotto la cenere: le comunità della Calabria iniziarono a chiedersi che fine avesse fatto quel Centro che agli inizi degli anni ‘60 con tanto amore si era cercato di mettere su. Fu cosi che un'assemblea di Circuito, impropriamente, votò un atto con cui stabiliva la riapertura del Centro. Venne nominato un Comitato provvisorio ed approvato uno statuto anch'esso provvisorio; tutto questo non fu molto gradito dalla Tavola, ma la gente del Sud e in special modo i calabresi, che si sa che hanno la testa molto dura, continuarono la loro missione. Fu un periodo molto difficile ma alla fine la testardaggine vinse sugli ordinamenti. Il Centro riaprì e qui inizia la storia vera e propria della sua attività. Dagli anni ‘70 ad oggi il Centro ha accolto migliaia di persone, ha predicato la parola del Signore con la Bibbia e con l'esempio di vita e di lavoro a moltissimi giovani e meno giovani; ha ospitato fratelli e sorelle di fede non solo cristiana, ma musulmani, leggendo con loro la Bibbia e il Corano, e Buddisti imparando a conoscere la base di questa filosofia. In altre parole ha iniziato prima degli altri quello che oggi si chiama dialogo interreligioso. Ha trattato nei campi temi di carattere politico, etico, generazionale, religioso. Ha insegnato ai bambini ed alcune volte anche agli adulti, che prima del pranzo si prega e che ogni domenica si dove preparare il culto e che questo non è compito solo del pastore, ma come credenti nel sacerdozio universale tutti siamo chiamati alla predicazione. La costruzione di un nuovo edificio ha dato intorno agli anni ‘80 un notevole impulso a tutto questo lavoro, di formazione e di aggregazione. Il Centro Bethel ha organizzato campi per la terza età, proprio per stare vicino a quelle persone che ormai anziane soffrono maggiormente nei periodi estivi; durante il periodo di apertura tutti i  campisti  sono andati a predicare nella piccola ma significativa comunità di Vincolise. Ha cercato di dare sempre ed ovunque testimonianza. Oggi il Centro vive periodi di alti e bassi, ma questo è già futuro; molto dipende da voi che state leggendo, noi operatori non ci facciamo abbattere, perché sempre più convinti che il Signore, che si manifesta nelle piccole cose, saprà se rientriamo ancora nei Suoi piani e indicarci la strada da seguire. Del resto Bethel, non vuol dire forse Casa del Signore, ecco venite a trovare questa Casa, forse troverete o riscoprirete un nuovo modo di vivere la vita.